• Il ritorno alle Sorgenti

    31 maggio 2019 - 00:10 -- Suore Scolastiche Francescane

    Non è mai semplice riordinare le idee e parlare di un pellegrinaggio come quello che abbiamo appena avuto la fortuna di vivere.

    Non è facile, semplicemente perché c’è talmente tanto da dire che il rischio è quello di fare confusione, di mescolare pensieri e ricordi.

    All’alba del 25 aprile c. a. noi sette suore ci siamo messe “in cammino”. Siamo partite dalla Città eterna. Il tempo dedicato al pellegrinaggio è un tempo che ci si ritaglia dal quotidiano ordinario della propria vita per dedicarsi ad un obiettivo diverso. La nostra meta era Slovenia – Maribor – Graz….sorgenti cui hanno attinto la nostra Fondatrice e le nostre prime suore. Herman Hesse diceva che “…il pellegrinaggio è un mezzo per raggiungere la saggezza e la pace dell’animo passando per luoghi e persone”.

     Il nostro viaggio è stato caratterizzato dalla preghiera, armonia tra di noi e la gioia di scoprire luoghi nuovi e di guardare con uno sguardo diverso, pieno di meraviglia, quelli già conosciuti. Con due soste per rifocillarci e una guida prudente e saggia, verso le ore 16.00 siamo arrivate a Maribor dove ci aspettavano con ansia e gioia suor Terezija Tomazin, Provinciale di Maribor, suor Maristella Palac, Superiora regionale, suor Majda, Superiora di Casa e le altre suore della Comunità. L’accoglienza è stata cordiale, fraterna e premurosa.

    Ci siamo sistemate nelle camere, ci siamo rinfrescate e alle 17.30 ci siamo dirette alla Cattedrale di San Giovanni Battista dove abbiamo partecipato alla solenne Santa Messa preceduta dalla benedizione dei ‘campi’ e una breve processione. L’Eucarestia era presieduta dal Parroco don Marko, che festeggiava pure l’onomastico. Abbiamo concluso la bellissima Celebrazione nella Cappella del Beato Anton Martin Slomsek con una devotissima preghiera a lui e dove ci siamo soffermate a lungo per una preghiera personale. Beato Anton Martin Slomsek è Colui che ha voluto una comunità di religiose nella Sua Diocesi e che, grazie a Lui, Madre Margareta è arrivata a Maribor.

    Tornando a casa a piedi abbiamo ammirato lo splendore di Maribor, la seconda città della Slovenia, che sorge ai piedi di Pohorje ed è immersa nella verde Stiria. Sotto la competente guida di suor Terezija abbiamo contemplato i maestosi palazzi e ci siamo inoltrate nei caratteristici vicoli. Abbiamo condiviso la sofferenza che vive e che ha vissuto, negli ultimi anni, la Diocesi di Maribor. Camminando siamo arrivate davanti alla nostra casa e suor Terezija ci ha raccontato tutta la storia riguardane le vicissitudini legate alla Casa, alla Chiesa e al grande palazzo di fronte che una volta era L’Istituto Magistrale delle nostre suore.

    In allegria, comunione e condivisione abbiamo consumato l’abbondante e gustosa cena preparata dalle consorelle. Abbiamo apprezzato la loro piena disponibilità, la grande generosità e la disarmante semplicità. Ci siamo sentite a casa.

    Dopo cena, con suor Terezija, con grande emozione, abbiamo visitato la Chiesa Madre che è stata completamente rinnovata. È semplicemente incantevole. Di originale, purtroppo, è rimasto poco: la statua della Madonna che si trova al centro dell’altare e un angioletto. Suor Terezija ci ha mostrato un grande crocifisso e ci ha raccontato che solo poco tempo fa una signora l’ha portato alla Comunità dicendo che suo marito, un ufficiale nazista, l’ha salvato e lei l’ha custodito tutti questi anni. La signora abita all’Estero. Ci siamo davvero commosse. Nella soffitta dell’Arcivescovado è stata  ritrovata e restaurata l’originale Via Crucis che ora si trova nel coro della Chiesa. Sono oggetti assai preziosi e molto cari a ciascuna di noi.

    Poi ci siamo congedate da suor Terezija che l’indomani mattina presto tornava a Ljubljana per partire subito per Zara. Ringraziamo suor Terezija per la calorosa accoglienza e per tutto il tempo che ha dedicato a noi con infinito amore.

    Venerdì 26 aprile abbiamo condiviso con le sorelle della Comunità l’Eucarestia, le Lodi e la ricchissima colazione.

    Poi, accompagnate da suor Majda e da suor Mira e suor Mirjam (le ultime due venute per noi da Ljubljana) ci siamo dirette verso l’Austria. Loro tre sono state le nostre guide tutta la giornata. Siamo rimaste affascinate dalle ridenti colline, dai meravigliosi paesaggi, dalle foreste incontaminate e da tutto ciò che le nostre accompagnatrici ci raccontavano.

    Verso le 9.30 siamo giunte a Graz., città incantevole eretta sulle sponde del fiume Mur e, procedendo a passo d’uomo (c’era molto traffico) abbiamo ammirato i sontuosi edifici con facciate illustrate e colorate che si alternavano a stretti vicoli.

    Finalmente abbiamo raggiunto la Casa delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione dove ci attendevano suor Petra, Superiora generale e suor Stefania, Superiora di Casa. L’accoglienza è stata calorosa e cordiale. Insieme abbiamo visitato la Casa e ci siamo fermate soprattutto nella Chiesa dove riposano le spoglie della Madre Franziska Antonia Maria Lampel, la Fondatrice delle Suore Scolastiche Francescane. Abbiamo pregato col cuore per tutte le sorelle della nostra e della loro Congregazione. Grazie alle parole di suor Petra, tradotte in sloveno da suor Stefania, abbiamo conosciuto meglio tutta la storia delle nostre Origini. Meglio conosciamo, meglio amiamo! Abbiamo visitato anche la loro Scuola e le opere d’arte di una loro suora artista.

    Poi siamo andate a pranzo insieme a tutte le Suore della Comunità. Suor Cristiana e suor Loreta parlavano in croato perciò la comunicazione e la conversazione a tavola erano  ancora più facili e gioiose.

    Dopo il pranzo ci siamo congedate dalle suore, abbiamo ringraziato tutte per la fraterna ospitalità e con suor Stefania e suor Loreta siamo andate a visitare la Chiesa e il Convento dei Francescani che si trovano nel  centro storico, nel quartiere più bello e più amato di Graz. Graz è la seconda città dell’Austria, una città dove il passato incontra il futuro, una città di contrasti: gli edifici storici sono un susseguirsi di meraviglie e sono intercalati da edifici d’avanguardia. Interessantissimo è il Quartiere dei Francescani chiamato anche il “quartiere dei vitelli” per le numerose botteghe di macellai, un tempo addossate al Convento dei Frati e dove si vendono anche oggi carni ed insaccati.

    Nel Convento ci aspettava il Padre Guardiano che ci ha accolte con molta simpatia e cordialità. Attraverso un meraviglioso Chiostro in stile gotico siamo entrate nella Chiesa dedicata a Maria Assunta. Siamo rimaste impressionate dalla sobrietà che irradia dall’unione dell’architettura gotica con le opere d’arte del XX secolo. Un sobrio, in apparenza sospeso, Crocifisso in bronzo domina l’altare. Dalla navata piuttosto stretta si stacca l’alto coro del’300 che fu colpito da una bomba nella seconda Guerra Mondiale. Per la ricostruzione si optò per una soluzione contemporanea di artisti stiriani. Il campanile è una torre che fu eretta come torre difensiva. Tutto ciò ed altro ancora ci ha spiegato il simpaticissimo P. Guardiano. Se abbiamo capito qualcosa, lo dobbiamo alle nostre taduttrici.

    Uscendo dal Convento, abbiamo percorso alcuni stretti vicoli ed ammirato le pittoresche piazzette per raggiungere una Banca all’interno della quale si trova una lapide-targa in ricordo della Fondatrice delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Graz, , suor Francesca Antonia Lampel. E’ posta in quel luogo per ricordare che lì nel 1843 esisteva la scuola dove la Lampel svolgeva il servizio  di  direttrice e di insegnante. L’edificio adibito alla Banca è costruito dove una volta  c’era la  scuola delle Terziarie Francescane guidate da suor Francesca Antonia Lampel. Abbiamo sostato in preghiera e meditazione una decina di minuti, poi siamo tornate nel Convento dei Frati per prendere il pullmino e salutare le due suore ringraziandole per la loro gentilezza, la cordiale e generosa accoglienza e il prezioso tempo dedicatoci.

    Guidando con prudenza, siamo tornate in Slovenia e abbiamo raggiunto Kapela presso Radgona dove ci attendeva un giovane Parroco che ci ha accompagnate nella Chiesa parrocchiale dove fu battezzata e che fu la Parrocchia di Madre Margareta. Il Parroco ci ha accolte con entusiasmo e gioia e ci ha fatto vedere il battistero dove capeggia l’immagine di Madre Margareta che ricorda il suo Battesimo nel Bicentenario della sua nascita. Anche qui abbiamo pregato con fervore ed emozione. La Chiesa è un insieme di diversi stili ed è abbarbicata sul cucuzzolo di una collina completamente  ricoperta da ordinati filari di viti che si susseguono intercalate da piccoli paesi rurali.

    Uscendo, siamo state accolte da un impetuoso vento. Ci hanno spiegato che qui il vento soffia sempre.

    Accanto alla Canonica si erge l’antica Scuola frequentata anche da Madre Margareta.

    Ci siamo fermate per una breve merenda preparataci dalla collaboratrice del parroco il quale, intrattenendoci ci ha parlato delle gioie e dei dolori della sua Chiesa.

    Poi, con una coppia di volontari della Parrocchia siamo andate a vedere la casa dove è nata Madre Margareta. Si trova a Janezev Vrh, una frazione di Kapela. Abbiamo parcheggiato vicino ad una cappellina e a piedi, sospinte dal vento, abbiamo raggiunto la casa. Mi è piaciuta molto questa passeggiata – pellegrinaggio. È un posto incantevole, immerso nel verde e circondato da interminabili vigneti. La casa è ricostruita ed appartiene a dei signori che vivono in città. Per noi è stato un momento toccante, impregnato di silenzio, preghiera e riflessione. Abbiamo percepito da vicino la presenza di Madre Margareta e la sua missione.

    Poi, sempre riflettendo e pregando, siamo tornate al luogo da dove eravamo partite. Con i Vigili del Fuoco di Janezev Vrh abbiamo preso un dolce e subito dopo siamo ripartite per Maribor dove ci aspettavano le nostre suore con la cena che abbiamo consumato in allegria e gioia.

    La sera stessa abbiamo salutato e ringraziato suor Mira e suor Mirjam che sono partite per Ljubljana. Sono state delle vere sorelle per noi e delle preziose guide.

    Dopo cena, nonostante la stanchezza, non abbiamo resistito al fascino che esercitano i bellissimi cigni bianchi sul fiume Drava e siamo andate a vederli con suor Polonca. È uno spettacolo indescrivibile. Ce n’erano diverse decine. Si muovevano in gruppo  e si sono avvicinati alla riva aspettandosi qualcosa da mangiare. Siamo rimaste a lungo semplicemente ammirandoli e cogliendo i momenti più belli con l’obiettivo del cellulare. La serata era serena. Il Ponte Vecchio  (chiamato “Vecchio” nonostante sia stato costruito  solo nel 1906) con i maestosi palazzi del quartiere Lent si specchiava nelle placide acque del fiume. Suor Polonca ci ha spiegato che un tempo Lent era un importante porto fluviale. Poi ci ha condotte a vedere la Vecchia vite cioè la vite più vecchia e famosa del mondo. Rappresenta tutta l’attività vinicola di Maribor e dei suoi dintorni. È una vite ancora produttiva.  In suo onore, ogni anno, si organizza un Festival. Poi ci ha fatto vedere la Piazza centrale in mezzo alla quale si erge la Colonna della Peste costruita nel1691 per celebrare la fine dell’epidemia che aveva ucciso un terzo della popolazione della città. Vi si affacciano degli edifici davvero pregevoli: prima di tutti, il Municipio in stile Rinascimentale. Tra gli edifici degni di nota c’è la Chiesa di San Luigi. Passando in mezzo agli stretti vicoli siamo tornate a casa e subito ci siamo coricate per il meritato riposo.

    Sabato mattina, dopo la Santa Messa, la recita delle Lodi e la ottima colazione, suor Polonca ci ha portate nel piccolo, ma prezioso museo dove sono raccolti ed esposti diversi reperti: oggetti appartenuti alle suore, diversi album di fotografie…e ciò che rimane del nostro passato. È davvero ammirevole l’entusiasmo con cui racconta la nostra storia.  Ci siamo fermate molto più a lungo del previsto rapite e affascinate da “cose” che contano.

    Poi, dopo un ultimo saluto e la foto nella Cappella, abbiamo abbracciato con affetto tutte le suore della Comunità ringraziando per la squisita e fraterna ospitalità e il modo sincero e caloroso con cui ci hanno trattate, accompagnate da suor Tina e suor Polonca, ci siamo diretta a Kamnica, cimitero vicino a Maribor, dove riposano tante suore molte delle quali sono morte assai giovani  di tubercolosi. Vicino al cimitero abbiamo visto le due case e un pezzo di terreno appartenenti alle Suore. Anche se sono poche, soprattutto le suore giovani, hanno dei meravigliosi progetti per il futuro….Auguriamo loro la piena realizzazione! Dopo aver deposto la nostra corona di fiori, acceso la candela e pregato per le anime delle defunte, ci siamo dirette al Cimitero di Pobrezje. Qui riposano diverse suore che conosciamo perciò la nostra preghiera è stata ancora più fervente. Anche qui abbiamo deposto la nostra cesta di fiori ed accesa una candela.

    Poi abbiamo abbracciato e salutato le nostre accompagnatrici e verso le ore 11.00 ci siamo messe in “marcia” verso Repnje che abbiamo raggiunto dopo un’ora e mezza. La prima tappa è stato il cimitero. Con commozione e molta serenità abbiamo pregato per le consorelle ed amiche sepolte in questo luogo di pace. Molti ricordi e qualche lacrima sono riaffiorate…. Abbiamo acceso il nostro lume e deposto la nostra bellissima composizione di fiori e in pochi minuti abbiamo raggiunto la comunità di Repnje.

    Le suore, anche qui, sono state cordiali e ospitali.  Ci siamo fermate solo per un breve saluto e per un pezzo di potica e poi …via in pullmino.

    Il viaggio verso Roma è stato faticoso perché ormai eravamo tutte stanche, ma si è svolto senza incidenti. Fermandoci un paio di volte, pregando e chiacchierando allegramente, siamo arrivate a Roma verso le 23.00. Le consorelle a casa ci aspettavano con la cena e la gioia di rivederci. Abbiamo mangiato poco e siamo andate subito a letto.

     

    Per noi è stato un bellissimo viaggio. La peculiarità del pellegrinaggio è il viaggio, la fatica, la compagnia, la solitudine, la preghiera, la meraviglia e noi abbiamo vissuto tutti questi aspetti perciò possiamo dirci di essere state davvero pellegrine. Siamo tornate arricchite di nuove esperienze e di nuove conoscenze. Ci sentiamo più vicine alle sorelle di Maribor perché conosciamo meglio la loro e la nostra storia.

     Suor Anna Maria Juric

    20 maggio 2019